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La Reconquista in Spagna

Introduzione

La Reconquista (che in spagnolo e in portoghese significa riconquista) fu il periodo durato circa 750 anni in cui gli eserciti cristiani riconquistarono i regni moreschi musulmani dI Al-Andalus (termine con il quale i musulmani chiamavano la penisola iberica).
La Reconquista può essere vista come una lunghissima crociata durata quasi tutto il Medioevo che coinvolse tutte e tre le grandi religioni monoteiste, Cristianesimo, Islam ed Ebraismo e che, a differenza delle Crociate combattute in Terra Santa, alla fine vide vincere i cristiani con la sconfitta netta dei musulmani. Proprio per questo oggi la Reconquista considerata la guerra di religione più duratura della storia, nonché una delle più cruente e importanti.

Storia

Nel 711 d.C. avvenne la battaglia di Gaudalete, nella quale l’esercito dei Visigoti guidati da re Rodrigo venne sconfitto dalle forze arabo-berbere del comandante Tàriq Ziyàd: grazie a questa vittoria l’ultimo re degli Omayyadi riuscì a sottomettere gran parte della penisola iberica nel giro di 5 anni, e fondò L’Emirato di Cordova.
Le armate moresche riuscirono a superare anche i Pirenei, cominciando l’invasione del sud della Francia, ma vennero fermati dal duca di Aquitania Oddone il Grande che, appellandosi all’aiuto dell’esercito franco di Neustria e dei Burgundi, liberò nel 721 d.C Tolosa da un assedio dei mori ,i quali furono costretti,11 anni dopo nel 732 d.C., a lasciare la Francia a seguito della sconfitta subita nella battaglia di Poitiers.
 
La Reconquista iniziò nel 718 d.C. con la ribellione dei cristiani che fu condotta da Pelagio di Fafila.Benché le fonti sulla sua figura siano relativamente scarse, egli fu probabilmente un personaggio storico realmente esistito, a cui è attribuita la fondazione del regno delle Asturie in Spagna.

Pelagio di Fafila

Con la vittoria a Calatrava da parte di Alfonso V, re di Leòn ,al principio dell’XI sec. i cristiani rioccuparono buona parte della Spagna.

La conseguenza fu che il califfato di Cordoba iniziò, verso il 1031 d.C., a spezzettarsi in piccoli emirati indipendenti, noti in spagnolo come reinos de Taifas, mentre le Asturie, il Leòn e la Galizia formarono un unico regno di Galizia. In questo periodo i più importanti emirati arabi, spesso in lotta fra loro, divennero quelli di Siviglia, Almeria, Malaga, Granada, Saragozza e Toledo. Proprio per via di questi conflitti interni la realtà feudale arabo-berbera si trovò presto in fase di declino. Ciò permise ai cristiani di espandersi con facilità verso l’interno della penisola.
Poiché gli emirati in Spagna non erano più in grado di fronteggiare la loro avanzata, decisero di chiedere supporto dalle truppe almoravide: gli ”Almoravidi” erano un movimento fondamentalista islamico, sorto in Africa settentrionale, tra i nomadi e i contadini berberi che mal sopportavano l’oppressione degli emirati arabi locali. Essi, nel 1086 d.C., infersero nella battaglia di Zalhaca una grave sconfitta alle milizie cristiane di Alfonso VI, che fu nuovamente sconfitto a Ucles nel 1108 d.C.
 

 
Occorre precisare che gli Almoravidi avevano fondato nel XI secolo un nuovo stato islamico ,comprendente quasi tutto il Maghreb e con capitale a Marrakesh.
La caduta di Toledo provocò l’intervento del sultano Almoravide Yusuf, che impose la sua superiorità militare ,basata su un fanatismo religioso,su diversi regni ispano-musulmani, da Siviglia a Valencia, eliminando il particolarismo feudale arabo che si era formato nella penisola Iberica. Inoltre ,dopo aver ottenuto la vittoria sui cristiani, decise di rivolgere le armi anche contro i restanti emiri indipendenti di Spagna, conquistandoli uno dopo l’altro.
La politica interna degli Almoravidi fu molto oppressiva sia dal punto di vista fiscale
sia da quello religioso, e non mancavano persecuzioni contro le culture cristiane, ebraiche e laiche: infatti molti sudditi cristiani ed ebrei furono costretti a rifugiarsi presso i principi cattolici. Ben presto questa politica provocò forti risentimenti e ribellioni in Spagna, nei territori dell’attuale Portogallo e anche in Africa dove sorse un nuovo movimento religioso berbero, quello degli Almohadi, che nel 1146 d.C. sconfisse gli Almoravidi, ottenendo il controllo del Maghreb e della Al-Andalus.
Nonostante l’arrivo degli Almohadi la situazione in Spagna non migliorò ma, anzi, in questo periodo la Reconquista trovò numerosi sostenitori tra i crociati europei, provenienti perlopiù dalla Francia, tanto che nel 1212 d.C., nella battaglia di Las Navas de Tolosa, i regni cattolici conseguirono una vittoria molto importante sugli Almohadi, che fece progredire rapidamente la loro marcia verso sud. Protagonista della Reconquista in questa fase fu la coalizione spagnola capeggiata da Alfonso VIII di Castiglia, la cui opera fu continuata dal figlio Ferdinando III e Giacomo I d’Aragona.
 
Battaglia di Las Navas de Tolosa
 
Contro gli Almoravidi combatté anche il famoso condottiero di Castiglia Rodrigo Diaz de Bivar , conosciuto come El Cid Campeador (nome che tradotto significa “mio signore campione”) che è considerato dalla tradizione come eroe leggendario della Reconquista:eppure non sempre si rivelò come un cavaliere fedele ai regni cristiani, in quanto più volte aveva combattuto al servizio di qualche emiro musulmano. Sta di fatto che con le sue truppe riuscì a sottrarre ai berberi Valencia, di cui ne divenne sovrano dal 1094 d.C. fino al 1099 d.C., anno in cui morì e dopo il quale la città venne conquistata dal nemico di nuovo.

El Cid Campeador

Nel 1137 d.C. si unirono alla guerra di religione i regni d’Aragona e di Castiglia, suscitando preoccupazioni e rivalità da parte degli altri stati cattolici, al punto che non si riuscì mai a realizzare una strategia d’intervento contro l’invasore musulmano: infatti solo sotto Ferdinando III la Castiglia riuscì nel 1236 d.C. a prendere Cordova e, nel 1248 d.C., Siviglia. Successivamente nel XIII secolo l’Aragona conquistò le isole Baleari, Valencia e Murcia. Intanto nella parte occidentale della penisola iberica dal 1143 d.C. si era formato il regno indipendente del Portogallo.
Nella seconda metà del XIII secolo quasi tutta la Spagna era ormai in mano ai regni di Castiglia e di Aragona. Agli arabi non restava che il piccolo regno di Granada, rimasto in una situazione di vassallaggio fino al 2 gennaio 1492 d.C., giorno in cui Ferdinando e Isabella, Los reyes Catòlicos, espulsero Boabdil di Granada, l’ultimo dei governanti moreschi.

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