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Una “cattiva ragazza” eccezionale

 La prima volta che ho letto la storia di Oriana Fallaci mi ha ricordato molto quella di Nelly Bly, una giornalista statunitense, anche lei  inviata speciale nelle zone di guerra, e anche lei “ cattiva ragazza” per il solo fatto di essere una giornalista donna. Anche Oriana Fallaci può essere considerata una “cattiva ragazza” perché nonostante tutte le difficoltà che ha dovuto affrontare nella sua vita, sia per il fatto stesso di essere una donna, sia per  il suo pensiero spesso anticonformista, è riuscita a portare avanti la sua passione di giornalista e scrittrice, andando anche in zone molto pericolose come il Vietnam durante la guerra, affermando le proprie idee senza nessuna censura e senza paura delle conseguenze diventando una scrittrice affermata e apprezzata da molti, a tal punto da riuscire con i suoi dodici libri a vendere  venti milioni di copie in tutto il mondo. “Cattive Ragazze” può sembrare un’ espressione negativa ma in realtà nasconde un significato più complesso, infatti, indica tutte quelle ragazze che per raggiungere i propri obiettivi (ottenere un diritto, un lavoro) hanno dovuto infrangere le regole dell’ epoca in cui vivevano e per questo motivo sono state soprannominate “cattive ragazze”. Tra le tante donne che sono state considerate in classe, io ho scelto Oriana Fallaci proprio per il suo carattere determinato nell’ affermare le proprie opinioni.

Come non definire “cattiva ragazza”una donna che dopo aver ottenuto un’intervista con Khomeini,   leader della rivoluzione iraniana del 1979, si tolse il chador impostole prima di accordare l’intervista, in un estremo atto di indipendenza e affermazione di identità. Davanti a tale gesto “l’ayatollah si alzò con uno scatto così svelto, così improvviso, che per un istante credetti d’esser stata investita da un colpo di vento. Poi, con un salto altrettanto felino, scavalcò il chador e sparì”.

 

Intraprese la carriera da giornalista subito dopo la scuola al “Mattino dell’Italia centrale, un quotidiano d’ ispirazione cristiana, dove si occupò di vari argomenti, tuttavia fu licenziata dal quotidiano quando si rifiutò di scrivere un articolo contro Palmiro Togliatti, come le era stato chiesto dal direttore. Oriana, perciò fin da giovane si dimostrò forte e tenace  nell’ imporre il proprio punto di vista. Nel 1961 realizzò un reportage sulla condizione della donna in Oriente ,che poi divenne il suo primo vero successo editoriale intitolato “Il sesso inutile”. Fu anche la prima donna italiana ad andare al fronte in qualità di inviata speciale, infatti, nel 1967 si recò come corrispondente di guerra per il quotidiano “L’Europeo” in Vietnam dove  raccontò sette anni di guerra, documentando menzogne e atrocità, ma anche eroismi e umanità di un conflitto che definì una “sanguinosa follia”. Nel 1975 la Fallaci e Panagulis, suo compagno di vita fino alla morte di lui, collaborarono alle indagini sulla morte di Pier Paolo Pasolini, amico della coppia e sarà proprio lei la prima a denunciare il movente politico dell’omicidio dell’ intellettuale. Anche la sua stessa storia d’amore con Panagulis leader dell’ opposizione greca al regime dei Colonnelli, segnò la sua vita; in lui Oriana vedeva un uomo con la “U maiuscola” che si era battuto per la verità, giustizia e libertà del suo paese e raccontò la sua storia  nel libro “Un uomo”. Durante i suoi ultimi anni di vita Oriana Fallaci scrisse un articolo, subito dopo l’attentato alle Torri Gemelle di New York, intitolato “La rabbia e l’orgoglio”, in cui oltre ad attaccare l’islam  accusa soprattutto  l‘Occidente di non aver saputo imporre la cultura occidentale su quella islamica. Nel 2006 Oriana Fallaci muore per un cancro ai polmoni, fu suo preciso desiderio morire nella città in cui era nata e , nonostante fosse atea, decise di donare gran parte del suo patrimonio librario e altri suoi oggetti alla Pontificia Università Lateranense di Roma, poiché il rettore Rino Fisichella era suo personale amico. Questa fu l’ultima contraddizione di una donna ricca di chiaroscuri.

 

 

“Essere donna è cosi affascinante, è un’avventura che richiede un tale coraggio, una sfida, che non finisce mai ”
(Oriana Fallaci)

 

Chiara Virzì

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