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EXPO? Sì, GRAZIE

In questi giorni, a scuola, abbiamo incontrato un docente universitario di architettura del Politecnico di Milano. È emerso il parere di un vero esperto sul tema “Expo”. Il docente, infatti, ha collaborato alla progettazione del villaggio destinato ai delegati delle varie nazioni partecipanti all’esposizione universale. Ha visto e vissuto in prima persona i progressi e il grande meccanismo che è Expo Milano. Ci si sarebbe aspettato un accanito difensore dell’esposizione, in realtà si è presentato come un “expo-realista”: expo è già stato progettato e i lavori sono ormai iniziati da anni. Inutile gettargli addosso massi, ma meglio, piuttosto, continuare a lavorare affinché si riesca a mostrare alla stessa Italia che problemi come la corruzione e le infiltrazioni mafiose non sono un blocco, ma un ostacolo da superare. Chi infatti dice “non comprate i biglietti altrimenti contribuirete al diffondersi della corruzione e della criminalità organizzata” di certo non sa che la macchina dell’Expo ha richiesto milioni di euro, parte dei quali sono stati sicuramente usati in maniera negativa.Non comprare i biglietti significa molto banalmente far andare in perdita quest’enorme macchina e perciò creare buchi, o meglio crateri, economici nell’amministrazione del comune, della regione e, in parte, anche dello stesso Stato. Perciò io dico: «Perché fare sempre gli italiani e distruggere tutto? Perché non tentare di portare in fondo un’Opera come questa? Perché non portare avanti invece il lavoro di tutti quelli che hanno lavorato onestamente?». Non dobbiamo sempre coprire il lavoro degli onesti con la sporcizia dei disonesti, ma anzi dobbiamo sempre vedere il lato positivo delle cose, dobbiamo sempre trovare la perla nascosta all’interno della dolorosa conchiglia: essa crea la perla a partire da un corpo esterno che le entra dentro, causandole un forte dolore,  e per sopprimerlo crea intorno a questo, pian piano,  uno strato alla volta, la perla perfetta o, più raramente, barocca. Expo sicuramente ha visto entrare al suo interno il dolore (corruzione, mafia eccetera) ma ha anche iniziato pian piano a cercare di sopprimerlo continuando i progetti e continuando a costruire creando uno strato dopo l’altro. Expo non sarà una perla perfetta, ma piuttosto una perla irregolare, barocca ed è proprio per questa irregolarità che noi abbiamo il compito di andarlo a vedere: per trovare gli errori e le contraddizioni da una parte e dall’altra l’abilità di chi è riuscito a costruire invece strati di perla che risultano irregolari in quanto vi sono dei grossi “blocchi” di dolore. È forse questa la forma del padiglione Italia? Non la radice della vita, ma l’irregolarità della perla, che ne comporta anche la sua unicità e bellezza? È forse meglio vedere Expo come la perla irregolare o solo come il corpo esterno infiltrato che provoca dolore?

 

 

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3 commenti »

  1. Sergio Cappellini ha detto:

    Caro Paolo, la tua immagine dell’Expo come una “perla irregolare” è di un’ingenuità disarmante. Il fatto che Expo sia già stato progettato da anni non è un motivo sufficiente per sostenerne la validità. Io penso, per esempio, che questa, come molte altre Grandi Opere, non solo non era affatto necessaria, ma anzi è stata concepita per convogliare una montagna di denaro pubblico – cioè di tutti noi – nelle tasche di costruttori, affaristi, mafiosi, politici corrotti. Da decenni le Grandi Opere sono il bancomat dei partiti: un giro di soldi enorme lega da sempre il cemento e la politica. Da Venezia alla Liguria, dalla Val di Susa a Roma, Firenze, Milano, alla Maddalena, all’Aquila terremotata, ovunque vi siano appalti per costruire dighe, impianti sportivi, ferrovie ad alta velocità, autostrade, alberghi, grattacieli, opere faraoniche costosissime, di dubbia utilità o di sicura inutilità, con prezzi che spesso quadruplicano nel tempo per alimentare il sistema di tangenti e favori che lubrificano il “sistema”, imprenditori senza scrupoli e politici complici si spartiscono una torta di malaffare calcolata in circa 60 miliardi annui. L’Italia non a caso risulta essere il paese più corrotto d’Europa. Ma questo non basta ancora. Due settimane fa si è dovuto dimettere il ministro dei Lavori Pubblici per l’esplodere dell’ennesimo scandalo: i magistrati svelano che il problema non è il malaffare che si annida nei ricchissimi appalti, ma è il fatto che proprio il malaffare li decide e li sponsorizza con la complicità dei politici. Inoltre a Milano il ritardo dei lavori impedirà i collaudi delle strutture: basterà l’autocertificazione!
    Ma ti domando: come fai a credere che Mcdonald e Coca Cola, sponsor dell’evento, abbiano a cuore la nutrizione del pianeta? E come si può ammettere che sia la Barilla a scrivere la bozza anti-fame nel mondo? Io intanto vedo con i miei occhi che il cemento dell’Expo si mangia migliaia di ettari di terreno destinato all’agricoltura. Così come leggo che Expo ha regalato 50 milioni di euro a tv, stampa ed editori per promuovere l’evento ed evitare notizie sgradite.
    Caro Paolo, più che conchiglie e perle io vedo tanti, tanti soldi, nascosti dalla retorica e dal marketing.

    Sergio Cappellini

  2. Daniela ha detto:

    Anche io come te sono una forte sostenitrice di EXPO e della rinascita di Milano. Concordo su ogni punto e conto i gg che ci separano dall’inizio ufficiale! Ho espresso il mio pensiero brevemente qui: http://www.danieladelli.com/expo-milano-dream/

  3. Giancarlo Abachi ha detto:

    Se alcune persone sono davvero convinte che questa sia la “rinascita” di Milano nonostante gli arresti, il riciclaggio di denaro e l’assegnazione attraverso concorsi truccati di appalti vuol dire che oltre a scavarci la fossa, siamo compiaciuti nel farlo.

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