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Mi ricordo…

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`A proposito di` Non so niente di te (Paola Mastrocola)

Vedere quest’intervista, e leggere il libro “Non so niente di te”…

a pensare che a scriverlo sia stata una professoressa del Liceo mi fa venire in mente quanta apprensione ci possa stare dentro la testa di un’insegnante –a trovarsi fra le mani questa pasta così molle e allegra che è un ragazzo.
Se vi capita …!

Saluti tanto affettuosi,
Giuseppe

Allego quest’intervista:

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L’esperienza dell’autogestione al Calvino

Non ci avrebbe creduto nessuno: erano passati troppi anni dall’ultima “autogestione” nell’Istituto Calvino di Rozzano e prendere sul serio un’iniziativa del genere, organizzata in modo apparentemente approssimativo, sarebbe stata solo una perdita di tempo. Eppure è accaduto.
La scarsa fiducia dilagante tra i docenti e il preside nei confronti degli studenti era giustificata da numerosi fattori, in primis la superficialità con cui inizialmente noi ragazzi ci siamo approcciati ad un simile progetto: quella di “autogestirci” , d’altronde, era una scelta estrema rispetto ad altre eventuali forme di protesta previste dal nostro Regolamento d’Istituto.
La questione è proprio questa: la nostra “autogestione” o “giornata alternativa” non è nata dalla protesta né dal bisogno di parlare di attualità, e non ha mai preteso di farlo; l’urgenza di organizzare una giornata alternativa non c’era (almeno per la maggioranza degli studenti) per cercare dell’altro al di fuori del programma curricolare o al di fuori di ciò che già fa parte della nostra vita: facendo un’autocritica, infatti, le attività “alternative” che abbiamo scelto erano nella maggioranza dei casi (ma non sempre) attività che svolgiamo già nella nostra vita di tutti i giorni, per esempio i tornei sportivi.

Ma allora perché tutto questo? Qual è il perché della tenacia con cui alcuni ragazzi sono arrivati fino in fondo a questo progetto, nonostante mancasse loro l’appoggio da parte del corpo docenti e soprattutto dalla stragrande maggioranza degli studenti?
L’autogestione, comunemente parlando, è in sé un mezzo, non un punto di arrivo; nel caso del nostro istituto è addirittura un punto di partenza: prima ancora di una protesta del corpo studenti, dobbiamo renderci consapevoli che siamo un corpo studenti. Ciò vuol dire prenderci sul serio l’un l’altro e realizzare che siamo parte dello stesso istituto, della stessa macchina studentesca. Leggi il resto »

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Assegni scoperti

Il 12 aprile 2013 alle ore 20:30, nel nostro auditorium di Rozzano, è andato in scena lo spettacolo di fine anno del gruppo di teatro, guidato dal regista Marco Pernich e da Stefania Lorusso.
Questi ragazzi offrono sempre interessanti spunti di riflessione. Quest’anno ci hanno proposto una rivisitazione del Mercante di Venezia di Shakespeare.

Perché proprio quest’opera?
A questa domanda i neo-attori hanno risposto cosi: «All’inizio di questa nuova avventura teatrale abbiamo esposto i temi che più ci stavano a cuore. Quelli più sentiti riguardavano la crisi attuale, i pregiudizi, il mondo del lavoro e le difficili scelte che esso comporta e la prima opera che ci è sembrata vicina alle nostre esigenze è stata proprio quella di Shakespeare».

Buona scelta! Se infatti pensiamo ai temi portanti del Mercante di Venezia, troviamo: scontro etico, sociale e culturale, conflitto fra amicizia e amore, potere del denaro, lealtà e giustizia. Questo grande drammaturgo si è distinto tra tutti gli scrittori inglesi dell’epoca per la sua capacità di regalare allo spettatore un formidabile affresco della natura umana: il mondo che sembra così equilibrato, diviso in buoni e malvagi, colpevoli e innocenti, eletti e reietti, mostra le sue crepe e si rivela fragile. Si pensa di aver capito ma ci si rende conto che la realtà è un’altra. È proprio lui che intende farci capire che tutti si preoccupano della propria sopravvivenza e della propria felicità, difendendo con forte determinazione il proprio ideale di vita come l’unico possibile, trascurando la tolleranza e confidando ciecamente nel potere del denaro.
Io da spettatrice mi sento di dire che nonostante il regista ci abbia tenuto a precisare che non vuole formare attori professionisti, loro si sono immedesimati perfettamente nei ruoli e ci hanno fatto capire il messaggio che lo spettacolo intendeva trasmettere.

il regista Marco Pernich

il regista Marco Pernich

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L’anima aristotelica

Aristotele. Dettaglio dalla Scuola di Atene di Raffaello Sanzio (1509).

Aristotele. Dettaglio dalla Scuola di Atene di Raffaello Sanzio (1509).

Aristotele divide i corpi terrestri in due categorie: privi di vita e viventi. Gli interessano soprattutto i secondi, perché sono i più complessi. Come molti antichi, egli interpreta la natura esistente attraverso un modello biomorfico: spiega il  non vivente per mezzo di concetti maturati grazie all’analisi dei viventi.
Gli esseri viventi e non viventi sono costituiti dagli stessi elementi, i primi però hanno una forma diversa: l’anima.
Ma che cos’è l’anima? Aristotele lo spiega nel De Anima, introduzione alle sue opere di biologia. Definisce l’anima come «La forma di un corpo naturale che ha la vita in potenza» o come «l’atto primo di un corpo naturale dotato di organi», dove “atto primo” indica il principio di ogni attività vivente.

Che differenza rispetto a Platone! L’anima non è più un essere indipendente dal corpo ed imprigionato in esso come in una prigione o in una tomba. L’anima è, per Aristotele, la struttura stessa del corpo e dirige il funzionamento dei suoi organi per mantenerlo in vita. Quando l’anima lascia il corpo, questo diventa un cadavere senza vita.
Le funzioni dell’anima sono, per Aristotele, tre: vegetativa, sensitiva ed intellettiva. L’anima vegetativa governa le attività più elementari: la nutrizione e la riproduzione, ad esempio nelle piante; l’anima sensitiva, tipica degli animali, comprende le funzioni di quella vegetativa ed è arricchita dalla sensibilità e dal movimento. Infine gli uomini possiedono l’anima intellettiva, perché sono dotati dal pensiero e dalla volontà.
L’anima intellettiva è superiore a quella vegetativa e sensitiva e svolge anche le loro funzioni inferiori. Per Aristotele l’anima è unitaria, invece per Platone è suddivisa in tre parti (razionale, animosa e concupiscibile) in conflitto fra loro.

Nel De Anima il filosofo afferma che la sensibilità è la capacità di provare percezioni attraverso i sensi. Percezione significa, per l’organo di senso, assumere la forma sensibile di un oggetto.
La percezione è un passaggio dalla potenza all’atto sia dell’organo che percepisce sia dell’oggetto che è percepito in atto. Negli organi si forma un’immagine dell’oggetto chiamata phàntasma, conservata nella memoria e riprodotta dall’immaginazione (phantasìa).

Aristotele analizza il pensiero: come si formano i concetti? Grazie all’intelletto (nous) che è superiore ai sensi e coglie, nel phàntasma sensibile, la forma intelligibile degli oggetti, cioè la loro essenza. Non c’è dunque conoscenza senza esperienza sensibile. Una rivoluzione rispetto al mondo delle idee di Platone. Aristotele mantiene però, attraverso i concetti, l’esigenza platonica di andare oltre l’esperienza sensibile.

Perché questo avvenga, sono necessarie due condizioni: un principio che faccia passare all’atto la forma intelligibile e un altro che apprenda tale forma. Questi principi vengono chiamati dal filosofo intelletto attivo e passivo.
Il primo secondo Aristotele deve essere già in atto e quindi è privo di potenza. Il secondo invece è prima in potenza, cioè vuoto ( per esempio come una tavoletta di cera sulla quale non sono ancora stati fatti dei segni, la cosiddetta tabula rasa) e poi passa all’atto.

Secondo Aristotele dalla sensibilità e dall’intelletto dipendono i desideri o le tendenze: dalla prima quelle sensibili, o appetiti, e dalla seconda quelle razionali, o volontà. Per lui, la conoscenza si desidera solo quando prima si conosce un oggetto come buono, per i sensi o per l’intelletto. Il movimento, infine, avviene quando un oggetto, conosciuto come buono, attrae a sé l’anima suscitando in essa il desiderio. Quindi l’oggetto del desiderio, anche se immobile, può muovere  l’anima.

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A passeggio nella Venezia di Casanova

Dopo i professionisti della classe 5aB, ecco il video di un dilettante allo sbaraglio.
Buona visione

Nello Colavolpe

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Video: “Il Grande Bordello”

Buongiorno, sono Riccardo Cannistrà della 5aB Liceo. Scrivo qui per sponsorizzare un progetto che ho realizzato assieme all’aiuto di amici e compagni di classe. Si tratta di un mini-cortometraggio, una parodia della trasmissione televisiva Il Grande Fratello ma in generale di tutti i reality show. Spero possiate tutti apprezzare!

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Finale del torneo di scacchi: tutte le mosse

Ecco la trascrizione della finale del torneo di scacchi tra Nan Men (bianco) e Lisanti (nero).
1. e4 – e5 2. Cf3 – d6 3. Ac4 – Ch6 4. d3 – c6 5. Axh6 – gxh6 6. 0-0 – d5 7. exd5 – cxd5 8. Ab5+ – Cc6 9. Axc6 – bxc6 10. Cxe5 – Tg8 11. Te1 – Ae6 12. Cxc6 – Db6 13. Cd4 – Dxd4 14. c3 – Db6 15. b3 – 0-0-0 16. Te3 – d4 17. Te4 – dxc3 18. Cxc3 – Dc6 19. Tc1 – Re b1 20. Ca4 – Db7 21. Cc5 – Axc5 22. Txc5 – f5 23. Dh5 – a6 24. Txf5 – Axf5 25. Dxf5 – Tgf8 – 26. Dc5 – Tc8 27. Dd6+ – Re a8 28. h3 – Tcd8 29. Db4 – Dc6 30. Dc4 – Db7 31. f3 – Tc8 32. Db4 – Dc6 33. Tc4 – Dg6 34. Txc8+ – Txc8 35. De4+ – Dxe4 36. dxe4 37. Re f2 – Tc2+ 38. Re e3 – Txa2 39. g4 – Th2 40. d4 – Txh3 41. d5 – Th1 42. Re e4 – Re b8 43. f4 – Re c8 44. f5 – Re d8 45. Re e5 – Te3+ 46. Re f6 – Te8 47. Re g7 – Te7 48. Rexh6 – Td7 49. g5 – Txd5 50. f6 – Re e8 51. g6 – hxg6 52. Rexg6 – Re f8 53. f7 – a5 54. Re f6 – Tb5 55. Re e6 – Txb3
Il bianco abbandona.

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Finale del torneo di scacchi. Primo posto a Lisanti, secondo a Nan Men

Iniziato il 9 novembre scorso con 27 giocatori iscritti e snodatosi attraverso 19 giornate di incontri, è infine giunto alla sua conclusione il secondo torneo di scacchi del “Calvino”.

Ieri, 9 aprile 2013, si è disputata in auditorium la partita finale che ha proclamato il vincitore del torneo: Alessio Lisanti della 4A Liceo, che giocava col Nero, ha battuto Jian Nan Men (3A Liceo), che ha abbandonato l’incontro alla 55^ mossa, dopo un’ora e venti minuti di gioco.

Voglio comunque congratularmi con entrambi per l’impegno e la lealtà con cui si sono confrontati e per la passione che hanno dimostrato verso questo bellissimo sport.

Ma un grazie va anche a tutti i partecipanti al torneo – a cominciare da Giuseppe Rossicone e Andrea Malcovati, rispettivamente 3° e 4° classificato – perché hanno saputo dare vita a una bella gara fatta di intelligenza e spirito agonistico.

Speriamo che l’esperienza possa rinnovarsi nei prossimi anni, creando magari anche una squadra che partecipi ai campionati studenteschi di questa affascinante disciplina.

La grande scacchiera realizzata dal professor Colavolpe

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Brinda alla vita!

A scuola di sicurezza al volante - A Noverasco i prof sono della Cri - «BRINDA alla vita»: si chiude domani il corso organizzato dalla Cri del Sud Milano al liceo Calvino di Noverasco. Si tratta di un progetto sulla sicurezza stradale rivolto ai giovani dai 13 ai 30 anni per spiegare gli effetti e i rischi : legati all’alcol. Dopo un ciclo durato un anno, la Cri collaborerà con le scuole di Opera, Basiglio, Rozzano e Pieve

A scuola di sicurezza al volante – A Noverasco i prof sono della Cri
«BRINDA alla vita»: si chiude domani il corso organizzato dalla Cri del Sud Milano al liceo Calvino di Noverasco. Si tratta di un progetto sulla sicurezza stradale rivolto ai giovani dai 13 ai 30 anni per spiegare gli effetti e i rischi : legati all’alcol. Dopo un ciclo durato un anno, la Cri collaborerà con le scuole di Opera, Basiglio, Rozzano e Pieve.

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