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“A modest proposal” per il viaggio d’istruzione della 5BS

Pensavo ad un ragionevole compromesso tra l’interesse degli studenti per la città di Berlino e l’esigenza di valorizzare il percorso CLIL di Storia in Inglese. So che in alcune scuole hanno ricevuto un’ottima impressione sul livello di preparazione e approfondimento delle guide locali di Berlino su percorsi tematici (ad esempio sugli ‘antimonumenti’ della shoà).

Invece di scegliere una guida parlante italiano, si potrebbe richiedere che la guida tenga le spiegazioni e interagisca con gli studenti in Inglese. In fondo è questo lo spirito del CLIL: non l’Inglese ‘impeccabile’ dei madrelingua, ma l’inglese come lingua veicolare, per intendersi e abbattere le barriere comunicative, accedendo ad altri orizzonti culturali, punti di vista ed esperienze storiche. Personalmente, mi è capitato di riuscire a comunicare in questo modo con giovani guide locali a Varsavia e a Praga: con il polacco o il ceco sarebbe stato per me impossibile, invece l’Inglese riesce a fare questo piccolo miracolo… Se volete mi posso interessare sui canali da seguire per avere delle brave guide (anglofone) di Berlino. 

Best regards!

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Geni a Bordo, la scienza è social e viaggia in camper

Sergio Pistoi e Andrea Vico sono gli ideatori dei progetto Geni a Bordo, un’iniziativa rivolta agli studenti delle scuole superiori, che porta l’aspetto più social della scienza non nelle piazze, non nelle aule universitarie fatte di banchi e di cattedre rialzate, ma nei parcheggi delle scuole.
Se volete saperne di più:
http://oggiscienza.wordpress.com/2014/10/10/geni-a-bordo-la-scienza-e-social-e-viaggia-in-camper/

 

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Un’ora di lezione può cambiare la vita

Frontespizio del libro di Massimo Recalcati L'ora di lezione -  editrice Einaudi Cito dalla presentazione del libro sul sito della casa editrice Einaudi:

Periferia di Milano, anni Settanta. Gli anni del terrorismo e della droga, dei sogni di Oriente e di liberazione. Una mattina, nella classe di un Istituto Agrario, fa la sua apparizione Giulia, una giovane professoressa di lettere che parla di letteratura e di poesia con una passione sconosciuta. È quell’incontro a «salvare» Massimo Recalcati.

Sì, è proprio la Giulia che abbiamo conosciuto anche noi.

Massimo Recalcati su Wikipedia

Sito personale di Massimo Recalcati

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Croce Rossa Italiana: corso base a Opera

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Maryam Mirzakhani, la prima donna a vincere il “Nobel” della matematica

Una carissima amica mi ha inviato questo interessante articolo, che vorrei condividere con voi: …

È iraniana ed è una donna: due novità assolute. Maryam Mirzakhani è infatti non solo il primo cittadino iraniano ad aggiudicarsi la Medaglia Fields (il premio che viene chiamato il Nobel dei matematici) ma, e forse più importante, è la prima donna a vincere questo importantissimo riconoscimento. Ci sono voluti 78 anni (o 54, se si considera che la Medaglia viene assegnata in modo fisso solo dal 1950)…

Se volete saperne di più

http://www.wired.it/scienza/2014/08/13/medaglia-fields-mirzakhani-donna-nobel-matematica/

Buona lettura e buon Ferragosto a tutti!

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Un giorno alla Moschea

Lo scorso 7 aprile, le classi terze del Liceo Scientifico Italo Calvino di Rozzano, si sono recate alla Moschea Al Wahid, per concludere il progetto sulla cultura islamica iniziato alcune settimane prima con un incontro con due musulmani appartenenti alla Sezione giovani CO.RE.IS (comunità religiosa islamica) in collaborazione con l’Accademia I.S.A. (Accademia studi interreligiosi).
Situata in Via Meda, Al Wahid è la prima moschea ad essere riconosciuta a Milano.

Una lezione agli allievi di una scuola elementare per il progetto: «Dentro la Moschea» dal sito http://www.coreis.it

Una lezione agli allievi di una scuola elementare per il progetto: «Dentro la Moschea» dal sito http://www.coreis.it

Si presenta esternamente come una struttura semplice. È stata infatti ricavata da un capannone industriale, ma si progetta di ristrutturarla per renderla una vera e propria moschea, seppure in armonia con l’ambiente urbano in cui è inserita.
La parte interna è invece decorata in stile musulmano: l’intero pavimento è ricoperto di tappeti, alle pareti sono appese scritte e simboli tipici, sono presenti copie del Corano, libro sacro dell’Islam. C’è una nicchia, chiamata in arabo al-mihràb, che indica la direzione della Mecca verso la quale i fedeli devono orientarsi per il rito d’adorazione. Alla sua destra, rialzato dal pavimento, c’è il podio con un sedile, da cui il predicatore del rito del venerdì fa la predica ai fedeli.

Una delle usanze tipiche dei musulmani, è quella di togliere le scarpe all’ingresso del luogo di culto in quanto sacro. Questo è un segno di rispetto e devozione. All’ingresso, ci è stata concessa la possibilità di scegliere se toglierle o tenerle; nell’ultimo caso si poteva rimanere solo nella parte esterna, delimitata da un differente tipo e colore di tappeti. Chi ha invece deciso di rispettare quest’usanza, è potuto entrare nella zona di preghiera. Le nostre guide ci hanno spiegato abilmente la cultura islamica e ci hanno descritto nei particolari la moschea, rispondendo anche alle nostre domande. In seguito, ci hanno anche mostrato e decritto la tipica preghiera, composta non solo da frasi rituali, ma anche da gesti e movimenti atti a ricreare la parola Allah.

L’uscita stata certamente interessante e istruttiva, poiché ci ha permesso di entrare a contatto con una cultura differente dalla nostra, non solo approfondendola in classe, ma potendola conoscere in prima persona, con un’esperienza diretta. Inoltre la completa disponibilità delle nostre guide, ci ha permesso di soddisfare ogni dubbio o curiosità su una religione differente dalla nostra.

Alessia Urso e Irene Savi
Terza C liceo

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Il sabato del Calvino

Sabato libero per risparmiare sul riscaldamento?

Dopo le sollecitazioni di Marina Lazzati, assessore all’istruzione ed all’edilizia scolastica della provincia di Milano, anche noi del Calvino ci siamo espressi.

Gli studenti delle nostre due sedi hanno votato a grande maggioranza per il no. I professori si sono divisi.

Mentre i colleghi di Noverasco, compatti, hanno fatto la stessa scelta dei loro studenti, a Rozzano è stato accolto l’invito dell’assessore: chiusura della scuola nella giornata di sabato.

Non si poteva, però, ignorare l’opposizione degli studenti spaventati dall’idea di dover concentrare troppe ore di lezione in una giornata.

Per convincere gli alunni, i docenti favorevoli al sabato libero hanno trovato la soluzione perfetta: «Tranquilli ragazzi, la scuola sarà meno pesante: faremo didattica laboratoriale».

Ma è così facile cambiare il modo di lavorare a scuola?

Io credo proprio che non sia facile. Altrimenti lo avremmo fatto prima.
Non è facile perché ogni organizzazione ha le sue routine, le sue abitudini, le sue tradizioni. Al cambiamento resisteranno inevitabilmente molti insegnanti, ma anche, badate bene, molti studenti. Anche per loro è rassicurante fare come si è sempre fatto.

Saranno quasi inevitabili un aggravio di fatica per gli studenti, un peggioramento dei risultati scolastici e, per conseguenza, potranno aumentare le bocciature.

Che fare?

Ecco la mia proposta: si parta prima con la didattica laboratoriale, supportandola magari con opportune iniziative di aggiornamento.

Se l’esperienza si dimostrerà positiva, potremo passare, senza rischi, al sabato libero. Se non funzionerà, avremo almeno evitato di appesantire l’orario giornaliero dei nostri studenti.

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Fine del liceo, esame di stato, futuro. Cosa fare?

Per le classi quarte inizia ad affacciarsi il problema della scelta per il futuro. Cosa fare dopo il liceo? Per chiarire un minimo le idee degli studenti alcuni membri del Rotary Club hanno tenuto un incontro nell’auditorium della scuola.

La novità è stata il modo in cui si è trattato l’argomento: non sono stati esposti solo gli aspetti positivi ma si è avuto un occhio più critico, notando come i risultati dei test degli ultimi anni siano notevolmente peggiorati.

Inoltre abbiamo parlato di medicina, di quanto sia dura questa facoltà, di coloro che si offrono volontari per i servizi pubblici di sanità e di chi lavora al pronto soccorso.

La parte più interessante, a mio parere, è stata la simulazione di due infermieri dell’Istituto Clinico Humanitas: ci hanno mostrato come intervenire in caso ci sia un uomo privo di sensi, ci hanno spiegato punto per punto cosa fare e quali strumenti usare (il defibrillatore in questo caso).

I dubbi, per quel che mi riguarda, non sono stati risolti ma ora tutti abbiamo degli elementi di giudizio in più per fare le nostre scelte, ovvero per decidere del nostro futuro.

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Incontro con la Torah

Dio Fece dono all'uomo della Torah perché gli servisse da guida eterna

La torah - matrimonio tra Dio ed Israele

Il pane azzimo ricorda agli ebrei l'umiltà

Durante il Sabato, l'ebreo si astiene da qualsiasi lavoro, compreso accendere e spegnere la luce

Nessun uomo può dire: il mio antenato era più grande del tuo

Maschio e femmina Dio lo creò

Maschio e femmina Dio lo creò

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Test di ammissione: traguardo Aprile

Cattura34

http://www.uninews24.it/italia/2478-universit%C3%A0-preparazione-per-i-test-fa-crollare-voti-a-scuola.html

***Aggiornamento del 9/04***

Cito di seguito alcuni commenti raccolti sul web scritti dai candidati.

  • “Ragazzi, l’anno scorso, quando io affrontai il test e riuscii ad entrare (son nel gruppo perché quest’anno ho affrontato il test per più ambiziosi obiettivi), un mio conoscente, che aveva sostenuto la prova in aula differente, al termine della prova stessa mi confessò testuali parole:”Mi hanno dato un foglio con le relative soluzione, con apposto un altro foglio bianco sopra. E da lì ho copiato tutto.”

    Per cui, la storia che con il nuovo sistema i raccomandati non esistano,deve terminare.
    Io, purtroppo, non potevo denunciare poiché non avevo testimoni. Tra l’altro, il soggetto in questione è anche un improbabile genio che non ha avuto il ritegno di tacere. “

  • “Il plico del test in una busta dell’immondizia… Tutto questo a Napoli… Tutto questo alla Federico II…”
  • “Lo schifo più assurdo è vedere membri della “sorveglianza” suggerire risposte sempre e solo alla stessa ragazza.
    QUESTA E’ L’ISTRUZIONE ITALIANA.”
  • “Il commissario del mio settore a Bologna, un ortopedico guarda il test… quando lo consegno gli dico che era impossibile e lui risponde ” probabilmente io non sarei passato”.
  • “Con 35,8 dite che si passa? Che rabbia, quanti sacrifici.”
  • “Scusatemi c’è per caso qualche veneto che possiede un Tanko da portare al miur?”
  • “Ciao a tutti ragazzi, anche io sono tra quelli che oggi hanno totalizzato un punteggio basso facendo un test che non rispecchia affatto il tempo dedicato alla sua preparazione..”
  • “Al tg2 parlavano dei test di medicina e degli studenti italiani che studiano a Tirana. 8 mila euro all’anno..conveniente -.-”. E alla fine il diritto allo studio se lo prende con le unghie e con i denti chi può spostarsi con facilità e farsi mantenere durante gli studi.”
  • “Il DANNO e pure la BEFFA! Ci anticipano il test ad Aprile e il test risulta anche assurdo e ambiguo. Grazie e complimenti!”

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